Il CAI Belluno é riuscito a sistemare il sentiero nr. 537 che, dal rifugio Furio Bianchet, porta alla cima del monte Coro (1985 m), reso ora sicuro per gli appassionati che intendono vedere la stupefacente e leggendaria fioritura di rododendri che incanta ogni anno a partire dalla metà di giugno.

La cima del Coro é una delle vette delle Dolomiti cittadine più soddisfacenti in termini di panorama, offre una visione a 360 gradi sulla Schiara e il Burel, monti del Sole e Pale di San Martino, il Grande Talvena e cima del Pelf.

La messa in sicurezza del sentiero, che si snoda per 3,6 km e un dislivello di 738 mt., é stata possibile grazie all’aiuto di quattro 4 persone che stanno seguendo un percorso di recupero dalla tossicodipendenza con la cooperativa Mani Intrecciate.

La fase iniziale ha previsto il trasporto con l’elicottero di ben 36 travetti in larice da 4 mt per la realizzazione degli scalini, poi nel mese di maggio (12 giornate lavorative) i ragazzi in fase di inserimento socio lavorativo, hanno recuperato l’accessibilità e l’uso del percorso. Un lavoro duro, che ha previsto l’uso di picconi, motoseghe, mazze per rifare il sedime e far superare agevolmente il tratto ripido di sentiero che da Casera Castellaz giunge al Boral dell’Ors, quasi 200 mt. di dislivello, che era stato compromesso da frane, smottamenti e slavine.

Sei volontari del CAI e l’accompagnatore della comunità, hanno seguito l’intervento aiutando e consigliando, grazie alla grande esperienza maturata.

“Il contributo dei ragazzi è stato fondamentale, perché ci ha permesso di posare un centinaio gradini e una quarantine di traversi”, racconta Paolo Barp, presidente del CAI Belluno. “Ora chiunque vorrà salire ad ammirare la magnifica fioritura dei rododendri, appena sbocciati, potrà farlo con più facilità e in maggiore sicurezza”.

“Un doveroso ringraziamento va pure all’Ente Parco delle Dolomiti Bellunesi, il quale col finanziamento dell’iniziativa dimostra sempre una grande sensibilità ed attenzione al territorio. E’ un valore aggiunto per la comunità e il territorio”, conclude il presidente del CAI Belluno Paolo Barp.

I volontari che hanno lavorato alla sistemazione del sentiero: la Commissione Senteri del CAI, con il presidente Paolo Barp